Kampala, Uganda. La decifratura di antiche scritture del periodo Bunyoro fanno trapelare l’esistenza di una grande civiltà del mare, Atlantide. A scoprirli è la dottoressa Serbena (interpretata da Xelfilia), una storiografa dell’Università del Cairo, che insieme ad un team di specialisti riescono a decifrarli. Ma mancano dei pezzi. La dottoressa ne è alla ricerca, ma all’improvviso viene rapita da sconosciuti.
Lhasa, Cina. Lara Kraft (interpretata da Silvy93) è in meditazione presso il tempio di Jokhang. Le arriva una telefonata, anche lei è interessata all’affare. Si muove subito. Ma prima deve recuperare un oggetto...
Guangzhou (Canton), Cina. Kraft è all’inseguimento di un auto in sella alla sua moto. Inizia una sparatoria, lei ne ha la peggio. Viene catturata e messa sotto torchio: vogliono sapere dove ha messo il coperchio di fuoco, antico manufatto misterioso del quale non si sa la provenienza, ma non credono al fatto che nemmeno lei lo sa. Quello che la interroga lei lo conosce bene: si tratta di un trafficante russo, un certo Dimitri Deperov (interpretato da KaitoKid), che usa falsi nomi quali Gianni Calzonis e Jeninsen Dalapov.
Irrompe la polizia cinese che sgombera il covo dei trafficanti... vengono arrestati in cinque, Dimitri e Lara riescono a fuggire da una porta secondaria. Lei riesce scappare da Dimitri in sella alla sua moto. Ha perso però l’opportunità di scoprire chi c’è sotto dietro questa storia...
Cairo, Egitto. Kraft si reca all’Università del Cairo, col solo scopo di venire a capo dell’Organizzazione che ha rapito la dottoressa, sapendo di essere seguita dai loro scagnozzi... viene intrappolata nell’aula della stessa Serbena, ed inizia una sparatoria. Sta per avere la peggio, Dimitri le punta adosso una calibro 9, lei è rimasta senza proiettili: interviene Michael Dukakis (interpretato da MeiBasketman Michele), un “vecchio" compagno di avventure, interessato anche lui all'affare, facendo gettare a Dimitri la sua pistola e prendendolo come ostaggio.
In una stanza di una casupola di un piccolo villaggio alle porte del Cairo, Kraft e Dukakis fanno una richiesta a Deperov, deve avvertire il suo capo che stanno arrivando da lui.
Kilimangiaro, Tanzania. Kraft insieme a Dukakis vanno a recuperare la sfera di cristallo di Artemisie, che secondo la leggenda avrebbe il dono della veggenza. Dukakis riesce a prendere la sfera, ma Kraft gli punta addosso una calibro 6, chiedendogli le sue vere intenzioni: “Tu non sei qui per scoprire l’esistenza di Atlantide. Dimmi la verità”. Dukakis è interessato ai ricchi tesori che si nascondono in Atlantide, come la famosa “Catena d’Oro”.
Kampala, Uganda. La sfera finisce nelle mani di Kraft, che tira fuori una copia scritta in greco antico della formula per attivare la stessa sfera, recuperata precedentemente in Tibet. Dopo averla pronunciata nella sfera appare Artemisie la veggente (interpretata da Kirei), che le fa osservare una mappa con il posizionamento esatto della professoressa Serbena e che avverte la stessa Kraft che la verità è stata confusa. Dopo aver fatto visita all’abitazione della Serbena, in cerca di qualche altra traccia, ma senza risultati, Kraft e Dukakis partono alla volta delle isole Sese, dove secondo la veggente, è stata portata la Serbena.
Kalangala, Uganda. I due arrivano sull’isola su un battello, alla cui guida c’è il comandante Ferretti (interpretato da alfio). Ma la Serbena non c’è nel posto indicato dalla veggente. E’ stata appena portata via. Kraft e Dukakis sentono un auto muoversi... la inseguono sulla loro jeep. L’inseguimento prosegue sino al porticciolo dove sono arrivati, e dopo una sparatoria riescono a liberare la dottoressa Serbena.
Kampala, Uganda. Arrivati a Kampala, la Serbena racconta che a capo dell’Organizzazione che l’hanno rapita c’è un certo Solomon, ma non l’ha mai incontrato di persona.
Dukakis in seguito tira fuori un pezzo di terracotta: si tratta del coperchio di fuoco, l’ultimo oggetto mancante per verificare l’esistenza di Atlantide. La dottoressa Serbena ci lavora subito sopra, ma Kraft la intima di sbrigarsi perché l’Organizzazione può scovarli in qualsiasi momento.
La Serbena fa una scoperta sensazionale: la vera Atlantide non si trova nell’Oceano Atlantico, ma nell’Oceano Indiano. Le indicazioni fornite dal coperchio di fuoco del luogo di arrivo del popolo “saggio” danno un paesaggio tipico dell’Est dell’Africa. Insieme alle già indicazioni trovate la Serbena può ora finalmente visitare quella che dovrebbe essere Atlantide.
Mombasa, Kenya. Il comandante Ferretti, all’improvviso, si offre volontario per le esplorazioni del gruppo. Dukakis non si fida di lui, ma Kraft gli dice di lasciarlo fare.
Oceano Indiano. Affittato un sottomarino il gruppo arriva dove secondo le indicazioni decifrate dalla Serbena, si troverebbe Atlantide. Giungono ad una scoperta sensazionale: ci sono veramente i resti di una civiltà in quei fondali. Ricorda la vecchia Angkor, ma è assai diversa. Tutte le attività venivano svolte in un unico edificio, di dimensioni imponenti. Riescono a trovare una via d’entrata, d’accesso alla città. Appena entrati Dukakis cerca subito l'atrio dove ci sarebbero i mille tesori mitici di cui parlano le leggende e soprattutto la famosa Catena d’Oro, che è il pezzo più antico d’oro. Dukakis avverte l’intero gruppo di averlo trovato: la dottoressa Serbena non crede ai suoi occhi. Ma il comandante Ferretti estrae una calibro 9 e la punta alla testa della Serbena. Ma dietro di lui Dimitri Deperov che spara direttamente a Ferretti, colpendolo. Deperov li intima di lasciare quel tesoro e di scappare, ma viene colpito a sua volta alla testa da un proiettile. Dietro appare un uomo. Kraft chiede a lui se è Solomon (interpretato da twist). Lui risponde di sì. E qui avviene uno scontro tra Solomon e Dukakis per arrivare prima alla Catena d’Oro. Dukakis viene ferito, ma Kraft ha già in mano la catena. Ma all’improvviso cede un masso, e sta per crollare tutto. La Catena d’Oro era la chiave che se tirata attivava l’autodistruzione della città. Kraft vuole rimettere a posto la Catena, ma viene fermato da Solomon che se ne impossessa. Ma comunque è troppo tardi: Atlantide sta per cadere a pezzi. Si scopre che Solomon si è convinto di far parte del popolo di Atlantide, di essere un discendente. Mentre gli altri scappano dalla morsa del cedimento di Atlantide, Solomon rimane in quel atrio.
Le rovine di quell’antica civiltà non verranno mai più portate alla luce.
THE END