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Caro prof. Agasa, la ringrazio per tutto quello che ha fatto per me, ma adesso è giunto il momento che io me ne vada. Saluti i bambini da parte mia, e gli inventi una scusa credibile per la mia assenza. Faccia anche le più sentite scuse a Kudo.
Con il più sentito affetto e riconoscenzaAi
-Cosa … - il professore rimase scioccato dalle parole scritte sulla brevissima lettera. Ai se ne era andata! E non aveva specificato ne il perché ne il dove!
-Devo chiamare subito Shinichi!- disse il professore correndo su per le scale e attaccandosi alla cornetta del telefono.
-Allora bambini, mi sapete dire quanto fa sette per sette?- chiese la signorina Kobayashi ai sui studenti.
<Ah basta, non ne posso più!> si disse tra se disperato Conan. Era frustrante per un bambino, col cervello d’adolescente, seguire lezioni così banali!
Improvvisamente il suo orecchino-cellulare, che teneva nella tasca dei suoi pantaloni, cominciò a vibrare.
<Che vorrà adesso il professore?>
-Maestra!-
-Si Conan?-
-Posso andare un attimo in infermeria, non mi sento molto bene.- disse Conan, facendo finta di sentir male alla testa.
-Certo caro, vai pure.-
-Grazie maestra.- disse il bambino, continuando a recitare la parte del bambino affetto da una forte emicrania.
-Pronto professore, che succede?- disse Conan, non appena si fu sistemato l’auricolare dello strano telefono nell’orecchio.
-Shinichi … è … è successa una cosa … - disse il professore balbettando.
-Prof, si calmi! Mi sta facendo entrare l’agitazione pure a me!-
-Ai … Ai … -
-Professore! Che è successo ad Ai?!-
-Ai, è scapata!-
Conan divenne bianco tutto di un colpo; il cellulare gli cadde di mano.
-Che è quella faccia corrucciata, mia cara?-
-Niente!- si affrettò a rispondere Ai, continuando a stringersi a se una piccola borsa di camoscio.
-Stai tranquilla, non ti prenderò il tuo tesoro.-
La Bambina rivolse uno sguardo pieni di odio verso lo specchietto della berlina in cui si trovava insieme al suo interlocutore.
-Uh, non guardarmi in quel modo, mi metti i brividi.- le disse con sarcasmo il conducente dell’auto.
-Sbrighiamoci con questa faccenda … -
-Oh mia cara, non lo sai che per questi casi ci vuole molta pazienza? Coma fa quel proverbio … Ah, si! La gatta frettolosa fece i gattini cechi –
-Non sei simpatica!-
-Oh mi dispiace di non esserti di buona compagnia. Ma abbi pazienza, tra non più di ventiquattrore ci sarà il tuo adorato detective a farti compagnia.- disse il conducente dell’auto, scoppiando in una perfida risata, che fece raggelare il sangue nelle vene alla piccola Ai.
Conan stava correndo a perdi fiato per le vie della parte residenziale di Beika. Con al scusa di sentirsi poco bene, era uscito dalla scuola per correre a casa del professore.
<Che cazzo ha in testa Ai! Non è il momento di andarsene in giro da sola! … Soprattutto dopo quell’incontro al porto con Vermuth!> si diceva tra se Conan, mentre sul suo viso si disegnava sempre più un’espressione piena di preoccupazione e rabbia.
Finalmente arrivò davanti alla casa del professore.
-Oh, Shinichi finalmente … -
-Dov’è la lettera!- lo interruppe il bambino ansimando per la lunga corsa.
-E – eccola … - disse il professore, porgendo la lettera al bambino.
Rapidamente Conan si lesse le poche righe scritte a mano da Ai. Si mise pesantemente a sedere sul divano del salottino, e continuò a guardare la lettera, cercando di intuire qualcosa di dove potesse essere Ai: tutto inutile.
-Cazzo! Non riesco a capire il perché del suo comportamento! E’ successo qualcosa di particolare in questi tre giorni che Ai è rimasta a casa?- chiese poi rivolgendosi al professore con sguardo grave e preoccupato.
-No, niente di particolare. Ai si è chiusa nel laboratorio e ne usciva solo per mangiare e dormire, ansi, forse solo per mangiare.-
-Sa a cosa lavorava?-
-No, non glielo mai chiesto. Ma penso che lavorasse ancora all’antidoto per l’apotioxina. –
-Ma dopo quello che … -
-Penso che fosse una bugia per tenerti lontano mentre lei lavorava all’antidoto … -
-Ma allora me lo poteva dire io … no, forse ha fatto meglio così! Se mi avesse detto che mancava poco alla fine di questa prigionia, mi sa che sarei venuto tutti i giorni a constatare a che punto fosse l’antidoto.- si disse con rassegnazione Conan –Ma perché scappare proprio adesso!?-
-Questo non te lo so dire Shinichi … -
-Dobbiamo cercarla! Lei rimanga qui! I bambini hanno detto che sarebbero venuti a trovare Ai. Mi raccomando gli racconti una scusa per l’assenza di Ai-
-Si, d’accordo !-
Detto questo, Conan prese il suo skate a raggi solari che si trovava dal professore e partì alla volta della stazione centrale di Tokyo da dove partivano tutti i treni nazionali.
-Hm, che strana agitazione c’è oggi!- disse un uomo sui ventisette - vent’otto anni, dai capelli castano chiari, che osservava da una delle finestre di casa sua quello che succedeva nella casa dei vicini. –Mi sa che il piano è cominciato. Era da qualche giorno che mi chiedevo quanto lo avrebbe ancora rimandato!- aggiunse sorridendo l’uomo.
Poi guardando l’orologio, disse:
-Oh, guarda che ora si è fatta! Devo correre all’università per la lezione di oggi pomeriggio! Se la salto anche stavolta mi sa che non passerò l’esame a fine corso! Ne ho già saltate tre di fila!-
Così detto l’uomo usci dalla stanza dove si trovava, e, dopo ave preso i libri che gli sarebbero serviti per la lezione, usci di casa con la sua berlina usata.
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Spero ke vi sia piaciuto ^^ ... Mi spiace se, la parolacce che fuori escono dalla bocca del piccolo Gurzo nn siano di vostro gradimento

(come era successo nell'altro forum ^^)
... Comunque commentate ^^