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Autore Discussione: Fan Fiction: Black Countdown    (Letto 9861 volte)
Sole The Kid
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« inserita:: Martedì 21 Ottobre 2008, 19:27:00 »

Dopo avere riscosso un buon sucesso nel l'altro forum (in cui ho sempre meno voglia di andarci  Angry ) questa FF è piaciuta molto, e anche il seguito sta avendo un buon successo ^^ e quindi ho deciso di postare anke qui i capitoli di questa FF ^^ e alla fine posterò anke un disegno ke ho fatto perl'occasione ( se lo mostrassi ora capireste tutto il finale della storia  laugh ecco perkè lo posto alla fine  laugh )
In questo primo post ci sarà (oltre all'indice dei post e dei capitoli) un Prologo in cui si vedrà uno spiraglio della fine  ^-^
Ma adesso bando alle ciance e ... riempite questo post di commenti  Grin
Blak Countdown

Indice
Prologo

___________________________________________________________________________________________________ ___________

Prologo

 
In una delle classi terza dell’istituto superiore Teitan, si bisbigliava molto: qualcuno che gironzolava per la sala insegnati aveva sentito che sarebbe arrivato un nuovo studente. La cosa aveva messo la agitazione e le solite speranze tra gli studenti di ambo i sessi. L’unica che invece sembrava non curarsene molto era un ragazza dai capelli castani, che sedeva vicino alla finestra, che non faceva altro che guardare con assiduità il banco vuoto di fronte a lei.
Il suono della porta scorrevole fece zittire tutti, e anche la ragazza dai capelli castani distolse lo sguardo dal banco, e lo posò sulla professoressa che in quell’istante faceva il suo ingresso nell’aula.
-Be’, ragazzi, dalle vostre facce vedo che avete già appreso la notizia dell’arrivo di un nuovo studente in questa classe. Allora non vedo perché farvi attendere ulteriormente. –disse la donna mettendosi a sedere dietro la cattedra –su, forza vieni avanti e fatti vedere!- aggiunse, facendo cenno di entrare a qualcuno che si trovava ancora fuori dalla porta.
Un ragazzo di diciotto anni, dai capelli folti e castani fece il suo ingresso nella classe. Era molto bello, e le ragazze cominciarono a fare commenti e apprezzamenti sul nuovo ragazzo, a discapito dei ragazzi. Il ragazzo era alto, dal fisico atletico; i capelli erano castani, folti e lunghi, con qualche ciuffo ribelle che gli ricadeva sulla fronte; gli occhi erano di un azzurro intenso dallo sguardo  vivo e penetrante. Portava la camicia della divisa sbottonata, con la cravatta annodata un po’ distante dal collo della camicia.
A molti, a prima vista, quel ragazzo  ricordava un altro loro compagno di classe che ormai si era ritirato; ma osservandolo bene, la somiglianza spariva completamente. Al contrario dell’ex-compagno di classe, un simpatico detective in erba, il nuovo arrivato aveva l’aria di essere un tipo solitario, dal passato burrascoso e impenetrabile.
-Signori, questo ragazzo è Aiaka Ranichi. Spero che ti troverai bene qui tra noi!-
-Certamente.- rispose con distacco il ragazzo.
-Bene Ranichi, scegli un posto e così iniziamo la lezione.-
Senza alcun indugio, Aiaka si diresse verso un banco della fila centrale che si trovava un banco dietro a quello dalla ragazza dai capelli castani, che, per tutto il tempo, non gli aveva tolto gli occhi di dosso. Aiaka si mise a sedere e tirò fuori i libri: la lezione ebbe inizio, ma il ragazzo non la stava a sentire. La sua attenzione si era concentrata tutta su quel banco vuoto vicino alla finestra.
Nei suoi bellissimi occhi azzurri comparvero delle piccole lacrime piene di tristezza.

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« Risposta #1 inserita:: Martedì 21 Ottobre 2008, 19:33:00 »

Uao!! Come scrivi bene Sole!! Complimenti!! Cheesy Cheesy Wink
Aspetto il segiuto!!  Wink Cheesy
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« Risposta #2 inserita:: Martedì 21 Ottobre 2008, 19:39:06 »

Complimenti Sole!! Scrivi benissimo!!
L'inizio promette bene!! Aspetto il seguito!! Wink
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« Risposta #3 inserita:: Martedì 21 Ottobre 2008, 20:22:38 »

Bell'inizio! Aspetto il seguito! Chi sarà Ranichi?
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« Risposta #4 inserita:: Martedì 21 Ottobre 2008, 21:45:33 »

complimenti sole!!! brava!! scrivi molto bene!! Wink non vedo l'ora di leggere il seguito!! Cheesy
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« Risposta #5 inserita:: Mercoledì 22 Ottobre 2008, 07:15:11 »

Bello il prologo, complimenti!!
Davvero interessante!

Aspetto con anzia il seguito  Wink
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« Risposta #6 inserita:: Mercoledì 22 Ottobre 2008, 15:05:21 »

A me è piaciuta soprattutto la parte finale!!!

Chi sarà Ranichi?

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« Risposta #7 inserita:: Mercoledì 22 Ottobre 2008, 15:24:13 »

grazie grazie girazie mille a tutti ^^ e per ringrazziarvi ^^ ecco a voi il primo capitolo di questa FF in cui, finalmente, arriviamo all'inizio della vicenda di questa FF ^^ mi raccomnado però di tenere sempre in mente il prologo Wink
Ma bando alle ciance e ... buona lettura  Grin

Capitolo 1

-Ai, che stai dicendo?-
Conan stava guardando con estrema sorpresa la ragazzina dai capelli ramati che si trovava di fronte a lui con le mani conserte sul petto e sguardo severo ed autoritario.
-Sei diventato sordo tutto di un colpo?- gli chiese con sarcasmo e autorità la ragazzina –Ti ho detto che ti devi rassegnare! Tu non tornerai mai Shinichi Kudo!-
-Ma Ai, e tutte quegli antidoti che … -
-Che ti ho dato, solo dei completi fallimenti che, coma hai potuto constatare, non avevano una durata costante e sufficiente.-
-Ai, non mi venire a raccontare balle!- disse con rabbia il bambino, stringendo i pugni per controllare la rabbia che saliva dentro di lui.
-Ai, stai dicendo la verità?- gli chiese ad un certo punto il professore Agasa, avvicinandosi alla bambina e parlandole con un tono pacato e dolce.
-Certo che dico la verità!- sbotto la bambina –E’ da quasi un anno che ci lavoro sopra, ma i risultati scarseggiano. Ho bisogno di quella formula che si trova negli archivi dell’Organizzazione per poter realizzare la cura definitiva, e – disse, aggiungendo un tono sarcastico ed irritante in queste ultime parola –nelle condizioni in cui siamo, ho paura che non riusciremo mai ad infiltrarci nella loro base, che non so dove si trovi. Mi dispiace dirtelo Kudo, ma io non posso aiutarti.-
-Tu mi DEVI AIUTARE!- le urlò contro Conan, prendendo la ragazzina per il bavero del camice bianco che usava per lavorare ai suoi esperimenti.
-Su Shinichi calmati.- cercò di calmarlo il professore.
-Calmarmi? Io mi devo calmare, quando la causa di tutti i mie guai mi dice che mi devo rassegnare alle condizioni in cui mi trovo, dopo avermi illuso per sei mesi!?! Io dovrei calmarmi?! Caso mai gli dovrei tirare uno schiaffo, così forte da schiacciarla per terra!-
-Allora fallo.- gli disse Ai, con tono di sfida.
Per qualche secondo i due bambini si guardarono fissi negli occhi, scambiandosi reciprocamente sguardi di odio e di sfida. Poi Conan lasciò la presa e si allontanò da lei. Un ultimo sguardo pieno di rancore, poi il bambino si volse e usci correndo dall’abitazione del professore, sbattendosi rumorosamente dietro la porta d’ingresso della casa.
<Mi dispiace Kudo, ma non potevo fare altrimenti!> si disse tra se Ai, sorridendo amaramente.

-Ciao Conan … -
-Lasciami stare Ran!- disse il bambino, respingendo la ragazza che gli veniva in contro per salutarlo, e rifugiandosi nella stanza di Kogoro.
Ran rimase un attimo ferita e perplessa dal comportamento del bambino, di solito così gaio e affettuoso nei suoi confronti. Dopo qualche istante, si decise a scoprire che cosa corrucciava l’animo del bambino; aprì la porta della stanza del padre, e trovò il bambino rannicchiato sotto il suo futon.
-Che cos’hai Conan?- gli chiese dolcemente la ragazza, inginocchiandosi e prendendogli delicatamente le spalle, nascoste sotto la leggera coperta.
Conan non le rispose. Se ne stava in silenzio, a guardare nel vuoto.
-Conan?- insistette la ragazza, cominciando a preoccuparsi sul serio.
-Ran, lasciami stare … voglio rimanere da solo … - la supplicò il bambino con voce atona.
-Ma io non posso non preoccuparmi per te, vedendoti in queste condizioni.-
Le parole di Ran colpirono nel profondo il cuore del bambino, che si alzò a sedere e si girò vero la ragazza. Ran gli sorrideva, e lo guardava con dolcezza, come una sorella maggiore guardava il fratello minore. Al contrario delle parole, quello sguardo trafisse violentemente il cuore del piccolo detective. <Non mi guardare in quel modo, per favore … > Conan abbassa lo sguardo e gli disse.
-Ran, per favore, lasciami solo. Ho sonno, e voglio riposare.-
-Ma io … -
-Non ti preoccupare per me. - disse il bambino, cercando di farle uno dei suoi sorrisi più convincenti –Non prepararmi la cena. Voglio solo dormire un po’. –
-Va bene. Buon riposo.- gli augurò Ran, rassegnata all’idea che il bambino non le avrebbe mai detto quello che lo tormentava a tal punto.
Finalmente solo, Conan si rimise sotto le coperte e, sovrastato dalla frustrazione e alla ricerca di qualcosa di positivo in quel mare di negatività in cui era caduto, si addormentò, sognando di risvegliarsi nel suo corpo, quello che non avrebbe più potuto avere.
___________________________________________________________________________________________________ __________
Spero vi sia piaciuto ^^. Forse la prima aprte con Ai è un po troppo brusca e violenta, ma ... me la sono immaginata così Tongue
PS
I capitoli nn saranno sempre così corti ^^ ma purtroppo i primi, per esigenza di suspance XD sono così piccoli XD
 
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Kirei
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« Risposta #8 inserita:: Mercoledì 22 Ottobre 2008, 15:57:37 »

Capitolo 1
Finalmente solo, Conan si rimise sotto le coperte e, sovrastato dalla frustrazione e alla ricerca di qualcosa di positivo in quel mare di negatività in cui era caduto, si addormentò, sognando di risvegliarsi nel suo corpo, quello che non avrebbe più potuto avere.

Che situazione trerribile! A leggerla viene una stretta al cuore! Povero Shinichi, venire a sapere che tutte le sue speranze non potranno mai diventare realtà!
Anche se scommetto che è tutta una messinscena di Ai per avere Conan tutto per sè!  Cheesy
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« Risposta #9 inserita:: Mercoledì 22 Ottobre 2008, 17:57:26 »

Mi piace tantissimo Sole!!! I miei complimenti!! Scrivi benissimo!! Mi sono immaginata le 2 scene da come le hai scritte bene!!
Voglio leggere il seguitooooooooooooo!!!!!!!! Grin Grin Grin
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« Risposta #10 inserita:: Mercoledì 22 Ottobre 2008, 19:17:55 »

L'avevo già letta nell'altro forum con tanto di commento, ma non mi è dispiaciuto affatto rileggerla un'altra volta!!! Mi è piaciuta tantissimo e non vedo l'ora di leggere il seguito... I miei complimenti Sole!!! Wink
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« Risposta #11 inserita:: Mercoledì 22 Ottobre 2008, 20:38:51 »

La tua ff è molto bella Sole!!! Non vedo l'ora di leggere il seguito!!
Compliemnti di nuovo!!!  Cheesy Wink
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« Risposta #12 inserita:: Giovedì 23 Ottobre 2008, 18:14:27 »

Bello anche questo capitolo!!! Grin
Aspetto il seguito! Wink
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« Risposta #13 inserita:: Giovedì 23 Ottobre 2008, 21:07:16 »

davvero bello!!!! Cheesy complimenti sole!!! Wink la tua ff è molto interessante!! non vedo l'ora di leggere il seguito!! Grin
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« Risposta #14 inserita:: Domenica 09 Novembre 2008, 09:08:25 »

Dopo un casino di tempo (mi scuso per la mia poca presenza ... di questi tempi nn ho un attimo per stare al computer  Embarrassed )vi posto, per intero, tutto il capitolo due ^^
Buona lettura  laugh

Capitolo 2
-Hm, ho finito anche questa tazza di caffè. Deve essere davvero tardi; è già la terza che finisco!- si disse tra se Ai, sorridendo malinconicamente alla tazza di caffè vuota, che teneva sollevata di fronte a se.
-Su Ai, fatti forza! Un altra notte di lavoro, e vedrai che tutto sarà finito!- si incoraggiò a bassa voce la ragazzina, scrocchiandosi le dita delle piccole mani, e rimettendosi a lavorare al computer.
Erano già passati tre interminabili giorni da quando aveva rivelato a Kudo di non potergli preparare quell’antidoto che tanto desiderava, e da allora era rimasta sempre chiusa nel laboratorio, saltando tre giorni di scuola! …  Ma finalmente aveva raggiunto il suo scopo, ed era riuscita ad arrivare a capo del problema … Ma se non ci fosse stato il suo “aiuto” non ce l’avrebbe mai fatta … Ma quanto gli sarebbe costato caro quell’aiuto?? Nemmeno lei lo sapeva! … Un orribile sensazione le impediva di credere a quell’accordo, ma allo stesso tempo, non ne poteva fare a meno.
-Su, andiamoci a prendere un'altra tazza di caffè per arrivare a mattina!- si disse poi Ai, scendendo dalla comoda sedia, e impugnando con la destra la tazza per il caffè. Salì le scale con il suo solito passo felpato e leggero, impossibile da percepire, anche nel totale silenzio che regnava, quella notte, nella casa del professore.
Arrivata al primo piano si diresse verso il piano cucina dove, ogni sera, il professore le lasciava il bricco del caffè, che riempiva con il suo ottimo caffè nero, in modo che la bambina potesse andare a prenderne quando e quanto voleva.
Riempi, canticchiando, la tazza e voltandosi verso il professore, che dormiva tranquillo e beato nel suo letto, gli lanciò un sorriso e uno sguardo di eterna gratitudine.
-Grazie per tutto.- bisbiglio all’uomo, che naturalmente non poteva sentirla. Poi ritornò al suo lavoro, dove vi  restò fino alle luci dell’alba.

-Conan … Conan … - una voce dolce chiamava il piccolo detective.
Il bambino rispose  mugulando.
-Su pigrone, è l’ora d’alzarsi!- insistette la voce, sempre col solito tono dolce e carezzevole.
-No, Ran, ancora cinque minuti … - le rispose il bambino, rifugiandosi sotto le coperte per non sentire più la voce della ragazza.
-Certo che sei proprio un gran bel pigro Conan!- disse la ragazza mettendosi le mani sui fianchi –Mi dispiace ma, volente o nolente, ti devi alzare.- e ancor prima che il bambino potesse protestare, Ran gli tolse le coperte.
Nel passare improvvisamente dal tepore del letto, all’aria fresca della mattina, il piccolo Conan si raggomitolò su se stesso, come un riccio. Poi senza aprire gli occhi, cominciò a tastare, sulla federa, alla ricerca della coperta improvvisamente “volatilizzata”.
Come era buffo, pensava tra se Ran, ridacchiando sotto i baffi.
-Che hai da ridere?- gli chiese poi Conan, arrendendosi e alzandosi definitivamente dal letto.
-O niente, mio piccolo ghiro- gli rispose la ragazza continuando a ridacchiare –Su, preparati e scendi per la colazione, altrimenti farai tardi.-
-See … va bene!- le rispose il bambino, stronfiando e cominciando a ripiegarsi il futon  per riporlo nell’armadio. <Certo che quando fa così proprio non la sopporto!>.
Anche per Conan erano passati quei tre interminabili giorni, ma lui non si era ancora arreso: lui, un giorno, sarebbe ritornato Shinichi Kudo, ne era certo! Ma, comunque, aveva preferito non ritornare a far visita ad Ai e al professore per ritoccare quel tasto dolente. Quei tre lunghissimi giorni li aveva spesi a ricontrollare le varie nozioni e indizi che aveva raccolto durante quegli sporadici incontri ravvicinati con Gin e i membri dell’Organizzazione, ma, come lui stesso temeva, non era riuscito a strappare da quegli indizi nessuna nozione utile per rintracciare la loro base.
Con una lentezza che avrebbe fatto concorrenza ad un bradipo, Conan andò in bagno, si lavò, si vesti e si diresse verso il suo posto al tavolo in sala da pranzo.
-Giorno zietto.-
-Buon giorno moccioso.- si scambiarono i saluti i due detective, senza nemmeno guardarsi.
-Papà!- lo rimproverò la figlia, che entrava in quel momento nella piccola sala da pranzo portando tre scodelle piene di riso fumante, e già pronta per uscire –Perché lo devi sempre trattar male!-
-Sono affari miei!- le rispose bruscamente il padre prendendo la ciotola di riso e cominciando a mangiare.
-Mi meraviglio di te … -
-Non importa Ran, per certi versi tuo padre ha ragione … vi sto’ disturbando da troppo tempo … - disse Conan, cominciando a mangiare.
-Ma che dici! Puoi rimanere qui fino a quando vorrai!- si affretto a dire Ran, prendendo le spalle del bambino e guardandolo sorpresa –Che c’è ti trovi male con noi?- gli chiese poi preoccupata la ragazza.
-No ma figurati- le rispose <Non mi trovo male con voi, ma con questo me stesso in cui sono intrappolato.>
-Gli mancheranno i suoi- si intromise Kogoro –dopotutto è sempre un bambino!-
-Si hai ragione.- disse Ran, un po’ amareggiata da quella risposta del padre.
-Hmm che buono questo riso!- esclamò Conan cercando di sviare la conversazione –Ran sei davvero un’ottima cuoca!-
-Grazie … O mamma, come è tardi! Su Conan vai a prenderti la cartella che dobbiamo uscire!- disse Ran levandosi il grembiule che indossava e correndo a prendersi la cartella, cosa che fece anche Conan.
-Ciao papà!-
-Ciao zietto!- dissero poi i due ragazzi uscendo di casa.

Ai, vestita di tutto punto, con un grande fular che le copriva metà del viso, e un cappello con la tesa che le parava l’altra parte del volto, diede un ultimo sguardo alla casa che per molto tempo era stata anche la sua, poi salì sull’auto che si trovava davanti al cancello.
Appena la bambina fu salita sull’auto, questa partì a tutta velocità.

-Ciao Conan!!!!- un coro di voci gaie e squillanti, diedero il benvenuto al piccolo Conan, che venne accerchiato in pochi istanti da tre ragazzetti delle elementari. Genta Kojima, Mistuhiko Tsuburaya e Ayumi Yoshida, tre dei cinque componenti della squadra dei “Detective Boys”, si fiondarono su Conan, impazienti di sapere qualche notizia sulla salute di Ai, che non veniva a scuola da quasi tre giorni.
-Be’, a dire il vero non sono riuscito ancora ad andare a casa del professore … - disse Conan con non curanza, e cominciando a togliere i libri e i quaderni dalla cartella che aveva posato sul suo banco.
-COME NON SEI ANCORA ANDATO A TROVARLA!!!!- lo rimproverarono i tre bambini.
<Come se loro ci fossero andati> si disse tra se Conan –Mi dispiace ragazzi, non ci sono potuto andare e … -
-Ci andremo oggi all’ora!- propose, o meglio, impose, la piccola Ayumi.
-Si, ottima idea Ayumi - le disse Genta.
-Ottima idea! E le portiamo anche qualcosa di buono da mangiare.-
-Si, Miztuhiko, è una bella idea. Qui vicino a scuola ha aperto un nuova pasticceria, prendiamo una torta e gliela portiamo … vieni anche tu Conan vero?-
-No, non posso, devo fare delle commissioni per Ran questo pomeriggio.- le rispose Conan, sempre con quel tono non curante di prima.
Conan si era inventato una scusa bella e buona, per non andare con loro dal professore. Quelle parole di tre giorni fa, l’avevano profondamente sconvolto!
-Invece ci vieni!- gli intimò con la forza Genta - Ayumi ha detto che ci andiamo tutti insieme, e ci andremo tutti insieme!-
-Genta! Lascialo stare!- gli disse con imperiosità la piccola Ayumi –Se non può, non può! Le porteremo comunque i tuoi saluti va bene?-
-Potete anche risparmiare il fiato … - disse Conan con voce atona, e senza alcun sentimento –Scusate ragazzi, possiamo cambiare argomento grazie … -
-Si certamente.- risposero i tre bambini, scambiandosi reciproci sguardi interrogativi.
Il rumore della porta scorrevole che si chiudeva, sovrastò quello delle chiassose voci dei bambini, e la maestra Kobayashi fece il suo ingresso in classe.
Tutti i bambini corsero rumorosamente ai loro posti e salutarono con un coro di voci la maestra, che cominciò immediatamente la lezione.

-Ai, è pronta la colazione, vieni a mangia … -
Il professore si bloccò. Sulla scrivania dove la sera prima si trovava Ai intenta a lavorare a non sa quale esperimento, la bambina non c’era più; al suo posto, un semplice foglio di carta, con poche righe scritte a mano. Il professore la riconobbe subito: era la calligrafia di Ai.

....

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