Un po' in ritardo
SCUSATE!!!!!

grazie per la pazienza!!!!!

, ma vi posto la TERZA parte prima di andar via, giusto per ALZARE UN PO' LA TENSIONE...
Preparatevi, perchè ora viene il bello!!!!!

Tchuss!!!! Divertitevi!!!!! ^^
La Walther PPK è una pistola semiautomatica compatta, precisa e discreta. Malgrado le sue dimensioni (100 mm di altezza per 155 di lunghezza. Il tutto per 568 grammi di peso - scarico – con un calibro di 7,65 mm. Sette colpi nel caricatore), come tutte le armi, conferiva a chi la possedeva, il potere di decidere tra la vita e la morte delle persone.
E questa era la sola cosa che interessava in quel momento a Shinichi. Il potere di decidere tra la vita e la morte delle persone… Lui, che non aveva mai ucciso e che era sempre stato restio a farlo, ora si sentiva obbligato da sé stesso, dal suo istinto, dalla sua stessa disperazione.
Tanto che cosa aveva da perdere?
Ma cosa anche aveva da guadagnare se non una sterile vendetta? Forse era ancora possibile salvare Ran e gli altri? E perché Shiho aveva tradito?
Queste domande gli spaccavano la testa mentre guardava la PPK col viso grondante di lacrime.
Aveva però deciso dove avrebbe cominciato la sua vendetta privata: da colui che aveva fatto scarcerare quei farabutti degli Uomini in Nero, distruggendogli la vita un’altra volta: il Vice Ministro della Giustizia Akugatawa.
Così si alzo dalla sedia, prese la pistola, tre caricatori, il silenziatore e gli occultò sotto la giacca, indossando le spalline che sorreggevano il fodero. Prese il cellulare e, deciso veramente a tutto uscì di casa, diretto alla stazione della metropolitana di Beika.
Altrove. C’è un uomo, nei pressi del porto di Tokyo.
E’ piuttosto alto, capelli lunghi biondi, vestito di nero. Sta fumando una sigaretta e sta parlando al cellulare. «Bene. Finalmente si è mosso. Sei sicuro? … Ma andrà tutto come previsto? …Sì? Va bene, allora d’accordo. Allora andiamo avanti come stabilito. Mi raccomando. Ti ricordo che non sono concessi errori. …Cosa? Perché facciamo tutto questo? – l’uomo scoppiò a ridere - Ma come? Non lo sai che esistono tante cose peggiori della morte?»
Detto questo terminò la telefonata.
Alzò gli occhi al cielo. L’oscurità della sera avanzava sul cielo lasciato dal sole calante del pomeriggio.
Ci sono molte cose peggiori della morte.
Un ghigno illuminò il volto dell’uomo.
Shinichi andò a comprare, strada facendo, un telefonino nuovo, con una nuova scheda. Buttò via la confezione, fece un numero di telefono e schiacciò il tasto di chiamata.
«Pronto?» «Hai visto cos’è successo? HAI VISTO COS’E’ SUCCESSO A ME E A TUTTI GLI ALTRI?!?!?» iniziò a piangere, con un sorriso di dolore dipinto sul volto.
«Aspetta! Ma chi è? Non mi è comparso il numero sul display… Pronto… ? Kudo, ma sei tu?»
«Sì, Heiji, sono io» disse Shinichi, mentre cercava di asciugarsi le lacrime «Hanno rapito Ran e tutti quelli che hanno avuto a che fare con gli Uomini in Nero sono stati ridotti in fin di vita da una sostanza misteriosa, e quei bastardi… Li hanno liberati TUTTI!!!!» «Sì. E’ stato mentre tu eri in America… E’ terribile…Deve esserci per forza qualcosa di grande sotto… Qualcosa che noi non sappiamo…» «Ma stavolta non la passeranno liscia.» «Come? Che hai intenzione di fare, Kudo?»
«Uccidere.»
Ad Heiji Hattori gelò il sangue nelle vene.
«Cosa? Com…» «Hai capito bene.» «Ma… Ma non puoi! Come puoi anche lontanamente pensare una cosa del genere? No, NON FARLO!!!! Un assassino è sempre un perdente.. Lo dicevi anche tu… E poi c’è la polizia e le Forze dell’Ordine per queste cose… Parlerò con mio padre…»
«No Hattori, sarebbe inutile…» disse il giovane Shinichi «Speravo fosse finita, ma addirittura sono state le Istituzioni a riaprire questa brutta faccenda… E questa è la vendetta dei Corvi… Anche Shiho mi ha tradito… Non ho più fiducia in nessuno. Solo in te… E in me stesso. Ho capito che farsi giustizia da solo in certe occasioni è l’unica strada che si può intraprendere. E saranno proprio le Istituzioni le prime a pagare per il mio dolore e la loro incompetenza.»
Dette queste parole, buttò giù la chiamata.
«Merda! Non risponde al telefono… Ma che sta succedendo?... Devo fermarlo…» Heiji si vestì in tutta fretta e si diresse a tutta velocità con la sua bicicletta verso l’aeroporto di Osaka, deciso a prendere il primo aereo per Tokyo.
Intanto Shinichi era giunto a destinazione: davanti a sé c’era il palazzo dove c’era la residenza del Vice Ministro della Giustizia.
Shinichi entrò e si presentò alla guardia chiedendo di essere ricevuto.
La guardia riportò la cosa al Vice Ministro, che disse che l’avrebbe ricevuto volentieri per parlare della vicenda «tra una decina di minuti, il tempo di fare una telefonata» perché anche il Vice Ministro era appena tornato, dopo una riunione del governo.
Shinichi venne invitato ad accomodarsi su una sedia di fronte allo stanzino della guardia.
Mise le mani nella tasca interna della giacca, giusto per controllare che fosse tutto a posto e accarezzò la pistola.
Quella Walther PPK non vedeva proprio l’ora di usarla.
Commenti stramega accetti!!!!!!!!!
