Al giorno d'oggi (e da più parti) in un pieno clima di "scontro di civiltà" o di "guerra di religioni" - non si sa fino a che punto fomentato dai mass media o da noi stessi - si sente dire che, soprattutto nei Paesi islamici e nei confronti della donna si registrano "palesi e ripetute violazioni dei diritti umani".
E' stato (ed è) così anche per il caso di Sakineh in Iran, che rischia la lapidazione per aver commesso adulterio.
Il solo fatto che questi fatti vengano presentati come "contrari ai diritti umani", rende queste pratiche automaticamente contrarie a tutto quanto è possibile e immaginabile, dato che i diritti umani sono tali per natura e irrinunciabili, indisponibili da parte dell'essere umano.
Ma ci siamo mai chiesti
per chi?
La
Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, redatta nel 1948 a Parigi, è certamente diretta discendente delle Dichiarazioni Universali tipiche dell'Universalismo Illuministico (chi di voi ha fatto la Rivoluzione francese si ricorderà la famosa "
Dichiarazione dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino", o anche la "
Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti d'America") settecentesco, il quale, però, fu un fenomeno TIPICAMENTE OCCIDENTALE.
Non è infatti un caso che, sempre parlando della medesima dichiarazione, nel 1948 Paesi come l'Unione Sovietica, Cecoslovacchia, Polonia e gli altri del blocco comunista si siano ASTENUTI dalla votazione, o che, nel 1981 sia uscita, sempre a Parigi, la "
Dichiarazione Islamica dei Diritti dell'Uomo", in quanto quella precedente «non era compatibile con la concezione della persona e della comunità che ha l'Islam» (cfr. Wikipedia
http://it.wikipedia.org/wiki/Dichiarazione_islamica_dei_diritti_dell%27uomo). E poi ne sono anche seguite tante altre, sempre in coro di distinguo.
Ricapitolando, quindi,
i diritti umani UNIVERSALI, per essere veramente tali, dovrebbero quantomeno essere stati accettati dalla comunità internazionale all'unanimità, no? Invece,
NIENTE DI PIU' FALSO (e pretenzioso, mi verrebbe da dire, da parte dei Paesi occidentali: USA, Francia, Germania, Gran Bretagna in testa).
A questa osservazione se ne aggiunge poi un'altra: NON E' VERO che la storia dell'evoluzione del pensiero occidentale sia la migliore mai scritta. Non è vero questo come non è vero che il capitalismo sia un sistema di natura.
TOGLIAMOCELO DALLA TESTA.
Veniamo ora all'attualità. Oggi tengono banco ancora il tema di una legge che regolamenti il burqa (sul modello francese) e la famosa vicenda di Sakineh in Iran.
Occorre partire da una base di partenza per potersi esprimere su questi temi. Partiamo da questo: Articolo 4, Comma 5 della "
Dichiarazione Islamica dei Diritti dell'Uomo": «5) Nessuno ha il diritto di costringere un musulmano ad obbedire ad una legge che sia contraria alla Legge islamica. Il musulmano ha il diritto di rifiutare che gli si ordini una simile empietà, chiunque esso sia: «Se al musulmano viene ordinato di peccare, non è tenuto né alla sottomissione né all’obbedienza» ». E aggiungiamoci che, l'occultare la propria identità, sottomettere una persona ad una legge divina, la brutale pena di morte per LAPIDAZIONE ancora in uso nei Paesi islamici (tra i quali l'Iran, ma anche la Nigeria) e la sottomissione della donna sono cose oramai IMPENSABILI nella Società occidentale di oggi.
Cosa otteniamo?
Senza arrovellarsi troppo, semplicemente, che
SIAMO DIVERSI.
Comunque personalmente la pensiate,
NON ESISTE una "via maestra" universalmente accettata e accettabile per lo sviluppo dell'umanità. Esistono tante strade che su certi punti convergono, su altri sono indissolubilmente (e per ora, inconciliabilmente) divaricati. E TUTTE SONO VALIDE. Come per noi quelle pratiche sono barbare, per altri le nostre pratiche sono
EMPIE e
IMPERDONABILI.
Da questo allora, due questioni fondamentali:
- Fino a che punto la legislazione statale HA IL DIRITTO di vietare ad una persona di vestirsi in un certo modo?
- Fino a che punto ha senso parlare di INTEGRAZIONE?
Il fatto di essere appartenenti a culture diverse e di essere venuti (per molteplici cause, tra le quali la globalizzazione) a contatto non dovrebbe giustificare gli estremismi, né da una parte, né dall'altra. Ma sappiate che, alla fine, solo uno di questi due opposti fanatismi può vincere: o la legge dello Stato, o la legge di Dio.