I TRE MOSCHETTIERI
Pubblicato originariamente a puntate su "Le Siècle" nel 1844, I tre moschettieri è uno dei romanzi più amati e letti. Un tempo passaggio pressoché obbligato nell'apprendistato culturale di intere generazioni di ragazzi, oggi il capolavoro di Alexandre Dumas padre si conferma un classico della letteratura di tutti i tempi e paesi. In una felice commistione di vicende storiche e romanzesche, di avventure e idilli, di duelli e burle, I tre moschettieri è un libro indimenticabile, reso tale dal talento narrativo dell'autore, dalla qualità dell'intreccio,dall'abilità con cui l'autore controlla la suspense e fa agire i personaggi, in particolar modo gli eroici d'Artagnan, Porthos, Athos e Aramis. Un'opera sorretta da un ritmo molto serrato in cui convergono l'eccezionale spirito d'avventura dell'autore e la sua fervidissima immaginazione.
VENT'ANNI DOPO
Pubblicato nel 1845, Vent’anni dopo è il secondo romanzo della trilogia che comincia con I tre moschettieri e si conclude con Il Visconte di Bragelonne. In una Parigi irriconoscibile, in cui la splendida corte di Luigi XIII ha lasciato il posto a una città intristita dalle miserie e dalle lotte civili e oppressa dal severo Giulio Mazarino, d’Artagnan cerca di ricostituire il quartetto di un tempo. Ma inizialmente solo Porthos lo affianca, con la speranza di guadagnarsi il titolo di barone, mentre Athos e Aramis non fanno mistero di appoggiare la Fronda, il movimento che si oppone al cardinale Mazarino e all’assolutismo monarchico. In questa atmosfera priva di grandi speranze, d’Artagnan e i tre moschettieri, nuovamente riuniti, saranno protagonisti di numerose avventure e colpi di scena, nella migliore tradizione del feuilleton ottocentesco.
IL VISCONTE DI BRAGELONNE
Terzo e ultimo romanzo del ciclo dei moschettieri, Il visconte di Bragelonne, tra l’epopea e il romanzo picaresco, il dramma e la commedia di costume, si svolge nella Francia radiosa di Luigi XIV. I quattro moschettieri – d’Artagnan, Athos, Porthos e Aramis – ormai avanti negli anni, si ritrovano su sponde diverse, ma il vincolo saldo dell’amicizia non viene meno anche nei momenti di più forte intensità drammatica. Sullo sfondo, intrecciati con le loro vicende, si sviluppano avvenimenti importanti per la storia europea, a cominciare dal perfezionamento dello Stato assoluto in Francia e della restaurazione monarchica in Inghilterra, mentre fioriscono le avventure galanti all’ombra della corte francese e i molteplici amori del re Sole. È famoso l’episodio della Maschera di ferro, che si svolge lungo diversi capitoli dell’opera e di cui sono state fatte numerose versioni cinematografiche, tra cui l’ultima interpretata da Leonardo Di Caprio, Gérard Depardieu e John Malkovich.
Inutile dire che
I tre moschettieri è ormai un classico della letteratura francese che va assolutamente letto insieme agli altri libri intramontabili come (ahimé) la Divina Commedia di Dante, o Notre-Dame de Paris di Hugo.
La mia inspiegabile passione per i moschettieri è iniziata quando ho visto per la prima volta il film omonimo del '93 alla tv, e da allora è stato amore a prima vista! Ricordo che in seguito guardai (ma non apprezzai) anche la versione cinematografica degli anni '70, per poi arrivare a gustare, nel 1998, alla "tenera" età di 6 anni, anche
La maschera di ferro, il sequel con Leonardo di Caprio e Gérard Dépardieu.
La lettura dei classici è una cosa recente per me, iniziata pochi anni fa, dunque la prima volta che ho letto
I tre moschettieri avrò avuto almeno 12 o 13 anni. Da allora, non trovo libro che possa piacermi ed appassionarmi come quello che credo sia stato il mio primo classico in assoluto.
Non nascondo che l'inizio mi aveva leggermente annoiato, ma d'altronde era la prima volta che leggevo libri del genere e non avevo ancora imparato ad apprezzarli per bene, ma man mano che proseguivo la mia tenacia è stata ripagata appieno. I tre Moschettieri, che da sempre mi erano piaciuti dagli adattamenti cinematografici che avevo conosciuto, che poi si rivelarono, a conti fatti e dopo la lettura, poco fedeli alla storia originale, che era molto più ricca di particolari e colpi di scena, si rivelarono essere personaggi di grande spirito d'avventura e di grandi valori, ed è così che mi sono innamorata poco a poco della Francia del '700, delle usanze e della vita Parigina ai tempi dei due re Luigi, XII e XIV.
E c'è da dire, contrariamente a ciò che mostrano i film basati sul libro, non esistono "cattivi" nel romanzo. Richelieu era una persona estremamente intelligente e forte politicamente, ma non cattiva nell'animo. Certo, i suoi trucchetti per screditare la regina e il re sono effettivamente raccontati da Dumas come i piani di un uomo malvagio, ma lo stesso d'Artagnan si troverà ad ammettere che Sua Eminenza è semplicemente la potenza della Francia, il vero Re che governa con astuzia ed intelligenza, e non un semplice antagonista di tutta la faccenda.
Che dire più? E' un libro che va assolutamente letto, se no non si può capire la sua bellezza solo ascoltando le parole di altri o affidandoci ai film.
La cosa brutta di questo libro è solo una: finisce e poi non sai come fare a scrollarti di dosso la malinconia.
Di
Vent'anni dopo e de
Il visconte di Bragelonne preferisco non parlare, anche se bisogna ammettere che sono il degno seguito e il degno finale al primo fantastico libro.
Il visconte in particolare, in cui è anche presente la storia dell'uomo nella maschera di ferro (su cui è basato
La maschera di ferro prima citata), è una bellissima storia che conclude meravigliosamente l'avventura. Le ultime righe sono commoventi per me, perché hanno segnato la chiusura definitiva della trilogia e delle anime dei tre - eppure quattro - moschettieri.
Concludo dicendo: chi l'ha letto, commenti pure, sono interessata ai pareri altrui; chi non l'ha letto, lo tiri fuori dalla libreria o corra a comprarlo, e poi mi dirà.